Trovata l’intesa tra FdI, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Il Consiglio regionale riduce l’aliquota per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro rispetto al disegno di legge licenziato dalla Giunta. Seduta svolta dalla sola maggioranza nella sala Ipogea dopo che le opposizioni hanno occupato in segno di protesta la sala consiliare. Ritirato l’emendamento sulle premialità per i manager Asl
L’AQUILA – Dopo giorni di tensioni e polemiche, con un sit-in di protesta in atto e i consiglieri d’opposizione barricati nell’aula consiliare, la maggioranza di centrodestra ha trovato un accordo sull’aumento dell’addizionale Irpef, riducendo, rispetto al primo provvedimento licenziato dalla Giunta regionale, l’aliquota per il ceto medio. Si tratta di una sintesi tra le proposte di modifica avanzate da Lega e Forza Italia, che abbassa dal 3,23% al 2,87% l’aliquota per la fascia di reddito intermedia (da 28.000 a 50.000 euro), mentre resta invariata quella per i redditi superiori ai 50.000 euro, fissata al 3,33%.
Questa rimodulazione comporterà un minor gettito per la Regione, che incasserà 40 milioni di euro invece dei 44,7 milioni previsti inizialmente. Tuttavia, secondo l’Esecutivo, la copertura resta sufficiente per presentarsi con le carte in regola al tavolo di monitoraggio della sanità, in programma l’11 aprile a Roma.
L’intesa, raggiunta prima della seduta di Consiglio riunito nella sala Ipogea a causa dell’occupazione della consiliare da parte delle opposizioni, è arrivata dopo una estenuante trattativa tra i partiti che compongono la maggioranza guidata dal presidente Marco Marsilio. Forza Italia e Noi Moderati avevano inizialmente proposto di aumentare l’aliquota della prima fascia (redditi fino a 28.000 euro) dall’1,63% all’1,73%, considerandolo un sacrificio minimo, mentre la riduzione maggiore avrebbe dovuto riguardare la seconda fascia (redditi tra 28.000 e 50.000 euro), che sarebbe scesa al 2,63%. L’aliquota per i redditi oltre i 50.000 euro (terza fascia) sarebbe rimasta invariata al 3,33%.
La Lega, invece, puntava a una riduzione graduale nel tempo: per il 2025 proponeva di abbassare l’aliquota della seconda fascia al 2,99% rispetto al 3,23% inizialmente previsto. Dal 2026, avrebbe previsto un ulteriore taglio, portandola al 2,03%, mentre per la terza fascia proponeva una riduzione al 2,73%. Nel 2027, l’ipotesi era di abbassare ancora le aliquote: 1,83% per il secondo scaglione e 1,93% per il terzo.