Centinaia di manifestanti si sono radunati davanti al Palazzo dell’Emiciclo, a L’Aquila, per protestare contro l’aumento dell’Irpef. Cori e striscioni: “Marsilio dimettiti”. A guidare la protesta, le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, promotrici del presidio. Una mobilitazione annunciata da giorni e sostenuta dai partiti d’opposizione del Patto per l’Abruzzo. In Consiglio regionale tensione altissima sul voto finale
L’AQUILA – Una piazza gremita, bandiere al vento e slogan che risuonano contro il provvedimento più contestato della legislatura: l’aumento dell’addizionale Irpef per coprire il buco della sanità abruzzese. Sono arrivati in centinaia, da tutto Abruzzo, per manifestare davanti a Palazzo dell’Emiciclo, dove il Consiglio regionale d’Abruzzo è chiamato a votare il progetto di legge che rimodula l’Irpef per far fronte a un disavanzo sanitario di 180 milioni di euro, ridotto a 90 grazie all’accantonamento delle Asl.
Fin dal primo pomeriggio, il piazzale dell’Emiciclo si è andato riempiendo di manifestanti, con sindacati, associazioni di categoria, cittadini e partiti di opposizione schierati contro il provvedimento. Tra i cori più ripetuti spicca un messaggio diretto al presidente della Regione Marco Marsilio (FdI): “Marsilio dimettiti”. Uno slogan ripreso anche dagli striscioni esposti dai consiglieri comunali di minoranza del Comune dell’Aquila, che sono arrivati in piazza con un lungo cartello su cui campeggia la scritta “La destra delle tasse”.
A guidare la protesta, le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, promotrici del presidio. Una mobilitazione annunciata da giorni e sostenuta dai partiti del Patto per l’Abruzzo – la coalizione di centrosinistra che riunisce Pd, M5S, Avs, Azione, Riformisti e la civica Abruzzo Insieme – i cui consiglieri, in segno di protesta, questa mattina hanno occupato l’aula del Consiglio regionale.