Disavanzo sanità e aumento Irpef: chiusura delle audizioni e proteste in arrivo

2 Aprile 2025
1 minuto di lettura

La Commissione Bilancio si avvia verso l’approvazione della riforma fiscale per coprire il disavanzo sanitario, ma le polemiche e le proteste non si placano

L’AQUILA – La Commissione Bilancio regionale ha concluso le audizioni con rappresentanti del comparto sanitario, enti locali, associazioni e sindacati, raccogliendo pareri fondamentali per affrontare il disavanzo sanitario stimato in 180 milioni di euro. Di questi, 90 milioni saranno coperti da un accantonamento specifico, mentre il resto richiederà un aumento dell’addizionale Irpef a scaglioni di reddito, come previsto dalla riforma fiscale del governo nazionale.

Il presidente della Commissione, Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega, ha definito il lavoro svolto “un eccezionale esercizio di ascolto democratico”, sottolineando l’importanza di un confronto aperto e costruttivo. Tuttavia, il clima politico resta teso. Nella maggioranza di centrodestra, Lega e Forza Italia hanno annunciato emendamenti per mitigare l’impatto fiscale, mentre le opposizioni, guidate dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, denunciano una gestione inefficace delle risorse sanitarie e chiedono le dimissioni della giunta regionale.

Le polemiche non si limitano al Consiglio regionale. Sindacati e associazioni di categoria hanno indetto una manifestazione per il 3 aprile, in concomitanza con la seduta del Consiglio che dovrà approvare la legge. La protesta mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto delle nuove misure fiscali, considerate insostenibili per molte famiglie abruzzesi.

L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, ha presentato le linee guida per il risanamento del sistema sanitario, che includono la centralizzazione degli acquisti, la riduzione delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) e il blocco del turnover per il personale amministrativo. Misure che, sebbene mirate a contenere i costi, hanno sollevato preoccupazioni sulla qualità dei servizi e sulla sostenibilità del sistema.

La situazione resta critica, con il rischio di un ulteriore aumento del disavanzo nel 2025.

Altro da

Non perdere