Mistero sulla morte di Andrea Prospero, la famiglia non crede al suicidio: “Potrebbe essere stato ucciso”

13 Febbraio 2025
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Andrea Prospero

Il papà Michele alla trasmissione Chi l’ha Visto?: “Non abbiamo trovato un minimo segno, nessuna lettera, niente di niente”

LANCIANO – La morte di Andrea Prospero, il 19enne trovato senza vita in un B&B di Perugia, resta avvolta nel mistero. Il padre, Michele Prospero, è convinto che il figlio non si sia tolto la vita, ma che sia stato vittima di un omicidio. Intervenuto a Chi l’ha visto?, ha espresso i suoi dubbi insieme alla sorella gemella Anna: Non abbiamo trovato un minimo segno, nessuna lettera, niente di niente. Nella sua vita, nel suo percorso, è stato sempre un ragazzo riservato e che parlava poco anche con noi però nella correttezza della legalità. Sono convinto che Andrea non si è tolto la vita, ma potrebbe essere stato ucciso“.

Andrea, studente di Informatica all’Università di Perugia, avrebbe dovuto sostenere il suo primo esame il 10 febbraio. Il 29 gennaio, però, è stato trovato morto nel monolocale di via Del Prospetto, che aveva affittato fino al 20 febbraio. Un dettaglio che sembra cozzare con l’idea di un suicidio premeditato, così come la prenotazione di un viaggio in pullman per tornare a Lanciano con la sorella il 27 gennaio. L’ultima immagine disponibile del ragazzo, ripresa da una telecamera di sorveglianza la mattina del 24 gennaio, mostra un giovane “tranquillo e cortese”, che tiene aperta la porta per degli sconosciuti, senza segni di agitazione. Quel giorno, però, Andrea non si è mai presentato all’appuntamento con Anna alla mensa universitaria di via Pascoli.

Gli inquirenti stanno cercando risposte nei cinque telefoni e nel computer portatile di Andrea Prospero, in parte compromesso. Le password presenti sono state superate dagli esperti della Polizia Postale, che hanno avviato l’analisi dei contenuti. Fin dai primi accertamenti è emerso che il giovane aveva una conoscenza avanzata del web, dettaglio che potrebbe aprire nuovi scenari sulle sue attività online.

A rendere ancora più enigmatico il caso, il ritrovamento di innumerevoli schede SIM e una pen drive nel bagno del B&B, accanto a una carta di credito intestata a un giovane ligure, già ascoltato dagli investigatori. La chiavetta, protetta da una password ad alta sicurezza, sta creando non poche difficoltà agli esperti. Andrea possedeva inoltre una carta di credito intestata a uno straniero non censito e un conto corrente, che però non sembra aver registrato movimenti sospetti. Gli inquirenti si interrogano anche sul pagamento dell’affitto del monolocale di quasi mille euro.

Uno degli elementi chiave per far luce sul decesso sarà l’esito degli esami tossicologici, che dovranno chiarire il quantitativo di ansiolitici ingeriti dal giovane. Secondo le prime ipotesi, il farmaco potrebbe essere stato la causa della morte. Nei prossimi giorni, la famiglia Prospero, insieme agli avvocati Carlo Pacelli e Francesco Mangano, si recherà a Perugia per un incontro con gli inquirenti, nella speranza di ottenere finalmente risposte.

“Non ha fatto trapelare nulla, non solo con me, anche con la sorella, la quale è sempre stata a contatto con lui. Non ha avuto un minimo di presentimento di un pensiero o preoccupazione. Lui doveva fare gli esami ed era contento di effettuare il primo perché voleva andare bene e proseguire il suo percorso”, ha spiegato Michele Prospero.

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