Il provvedimento suddivide le aree in quattro categorie: idonee, dove le autorizzazioni saranno semplificate e i tempi ridotti; non idonee, come beni paesaggistici e aree tutelate; ordinarie, con procedure standard; e vietate, come le zone agricole specificamente protette
L’AQUILA – Approvato dalla Giunta regionale il disegno di legge che anche in Abruzzo, dopo il recente via libera della Sardegna, individuerà le aree idonee per l’installazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La determinazione dell’esecutivo arriva dopo l’approvazione, da parte del Governo, di un disegno di legge che definisce criteri chiari per individuare le aree idonee e non idonee alla realizzazione di impianti green. Un atto che, in linea con direttive europee e nazionali, punta ad accelerare la transizione energetica, ridurre il consumo di suolo e tutelare il patrimonio ambientale e culturale italiano.
Il provvedimento suddivide le aree in quattro categorie: idonee, dove le autorizzazioni saranno semplificate e i tempi ridotti; non idonee, come beni paesaggistici e aree tutelate; ordinarie, con procedure standard; e vietate, come le zone agricole specificamente protette.
L’Abruzzo avrà, dunque, l’opportunità di diventare un modello di sostenibilità, puntando su impianti fotovoltaici, eolici e altre tecnologie verdi. Tuttavia, dovrà bilanciare l’espansione delle rinnovabili con la tutela di aree di pregio culturale, paesaggistico e agricolo. Nelle aree idonee saranno introdotte procedure semplificate, come la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), per favorire lo sviluppo di progetti di medie dimensioni. Ad esempio, un impianto solare fino a 12 megawatt di potenza potrà essere autorizzato più rapidamente rispetto ai normali iter burocratici.
Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) fissa l’obiettivo di incrementare di 80 gigawatt la capacità rinnovabile installata entro il 2030. Alla Regione Abruzzo è stato assegnato un traguardo di 2.092 megawatt aggiuntivi rispetto al 2020, che dovrà essere raggiunto attraverso l’individuazione di aree e superfici da destinare a nuovi impianti, con una normativa che privilegia le zone già compromesse dal punto di vista ambientale o utilizzabili per scopi industriali.
La sfida dunque sarà duplice: soddisfare la crescente domanda di energia pulita e rispettare il territorio. Se attuati correttamente, i nuovi strumenti normativi potranno garantire benefici ambientali ed economici senza compromettere le risorse naturali e culturali dell’Abruzzo, avvicinando la regione agli obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030.